Sono stati 212mila i turisti della salute che hanno scelto le località termali delle Marche lo scorso anno.
Di questi oltre 60mila lo hanno fatto proprio perché sedi di stabilimenti termali. Gli altri 150mila anche perché luoghi balneari o per ragioni culturali ed enogastronomiche.
E’ quanto emerso dall’analisi sul sistema termale marchigiano realizzata nell’ambito del progetto europeo Thermalis, promosso dalla Regione Marche.


mappa centri termaliEccovi i dieci centri termali marchigiani:
Acquasanta Terme
Aspio Terme
Carignano Terme
Macerata Feltria
Monte Grimano Terme
Petriano
San Vittore delle Chiuse
Sarnano
Tolentino
Torre di Palme



Acquasanta Terme 

Le proprietà curative del luogo sono riassunte nel toponimo moderno, ma già i romani conoscevano bene queste acque termali.

Tito Livio racconta che il console Lucio M. Planco trovò beneficio ai suoi acciacchi dopo aver usufruito di questi bagni solforosi, situati lungo la Via Salaria; testimone del genio costruttore romano, sopravvive l'arco di un ponte in pietra sul torrente Garrafo.

Una citazione del sito si trova nella Tavola Peutingeriana, uno dei primi atlanti del mondo occidentale, con il nome di Vicus ad Aquas.

Il borgo, oggi capoluogo di un vasto territorio comunale ricco di boschi, grotte e borghi, conserva nella chiesa parrocchiale un affresco cinquecentesco e una Maddalena su tela di scuola veneziana del XVII sec

A circa 3 km sulla strada per Ascoli Piceno, su un poggio di travertino raggiungibile a piedi da Paggese, si trova il castello di Luco, dalla pressoché intatta struttura medievale a pianta circolare, ora di proprietà privata, con possibilità di cene e visite su prenotazione.

Caratteristiche:

Sebbene sfruttate già all’interno delle terme romane (i relativi resti archeologici furono rinvenuti nell’Ottocento), le acque calde della sorgente solfurea-salso-bromo-iodica sgorgano al di sopra del letto del fiume Tronto formando un’ampia piscina naturale in una cavità che funge anche da grotta sudatoria. Queste modeste ma caratteristiche strutture termali furono per secoli le uniche esistenti in loco anche se ben note ai viaggiatori. Oggi laghetto e grotta Orsini non sono più accessibili mentre le acque, adeguatamente convogliate, e i fanghi raccolti sul fondo della grotta sono utilizzati nel moderno stabilimento termale che dispone di reparto inalatorio, piscina coperta, reparti fangoterapico e fisioterapico riabilitativo. Attorno, il Parco delle terme e, a poca distanza raggiungibile a piedi, il Parco sportivo del Comune, con piscina natatoria.

L'acqua:

Sorgente 1. 30,5 °C solfurea salso-bromo-iodica.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio.

Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, fanghi, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, ventilazioni polmonari.


Le altre cure:

Cosmesi, massaggi, terapie fisiche.
Come arrivare:

In auto: raccordo autostradale A14 San Benedetto del T.-Ascoli Piceno, fine tronco, km 20; S.S. 4 Rieti-Ascoli Piceno

In treno: linea San Benedetto del T.-Ascoli Piceno, stazione di Ascoli Piceno, km 19


Aspio Terme

Nell’immediato entroterra del Parco regionale del monte Cònero, in una valletta solcata dall’omonimo torrente, sorge Aspio Terme, quasi dirimpetto al colle di Camerano, comune di cui è frazione.

La leggenda vuole che siano stati gli angeli ad arricchire l'acqua di proprietà termali allo scopo di dissetare la Madonna durante la sua trasmigrazione verso Loreto.

A Camerano, borgo natale del pittore secentesco Carlo Maratta, sono da visitare la chiesa di S. Francesco, con portale gotico e interno barocco, i giardini all’italiana di palazzo Mancinforte e una piccola raccolta di fisarmoniche d'epoca nel palazzo comunale. A Osimo, che si raggiunge dopo circa 9 km superando lo spartiacque tra l'Aspio e il Musone, sono notevoli il duomo rifatto in forme romanico-gotiche e dedicato a S. Leopardo, il Museo civico di palazzo Campana, con un polittico di Antonio e Bartolomeo Vivarini e, in una cappella nella chiesa di S. Marco, un pregevole affresco quattrocentesco, Madonna con Bambino e santi, di scuola marchigiana.


Caratteristiche:

L’attuale stabilimento termale, fondato verso la metà dell’Ottocento, è stato interamente rinnovato nel 1997. La struttura è inserita in un vasto parco e utilizza le acque minerali fredde salso-bromo-iodiche che sgorgano da quattro diverse sorgenti: Regina Coeli, S. Maria, Nuova e Forte dal diverso grado (in ordine crescente) di salinità. La Regina Coeli viene utilizzata per la sua azione antinfiammatoria e antibatterica, soprattutto per inalazioni, mentre le altre acque vengono usate come bibita con effetti tonificanti, rigenerativi e depurativi.
A 2 km, piscine, tennis e altre strutture sportive e ricreative.

L'acqua:
Fonte Forte. 15,5 °C salso-bromo-iodica.
Fonte Nuovo. 15 °C salso-bromo-iodica.
Fonte Regina Coeli. 16,5 °C salso-bromo-iodica.
Fonte Santa Maria. 16,5 °C salso-bromo-iodica.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie del fegato e delle vie biliari, dell'apparato digerente, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio.

Le cure termali:

Aerosol, cure idropiniche, docce nasali, inalazioni caldo-umide, irrigazioni nasali, nebulizzazioni.
Come arrivare:

In auto: : A14 Bologna-Taranto, uscita Ancona Sud, km 2; S.S. 76 che unisce la via Flaminia con Falconara M. e Ancona

In treno: linea Bologna-Bari, stazione di Osimo-Castelfidardo, km 6


Carignano Terme

Lungo la valle del torrente Arzilla, a meno di dieci km da Fano, nell’immediato entroterra collinare, si trovano le terme che prendono il nome dal nobile casato fanese dei Carignano il cui castello si ergeva sulla collina sovrastante, dove oggi sorge l’omonimo borgo.

La breve distanza dal mare consente di associare le cure termali a una piacevole vacanza balneare.

Nei dintorni, le colline pesaresi riservano gradevoli scoperte di storici borghi e suggestivi luoghi spirituali: Cartoceto e il santuario della Beata Vergine delle Grazie; Mombaroccio, con l'eremo del Beato Sante Brancorsini; la chiesa gotica di S. Maria dell’Arzilla, a Candelara; infine, quasi alle porte di Fano, l’eremo camaldolese di monte Giove, straordinario belvedere su Adriatico e Appennino.

Caratteristiche:

Le terme sono collocate all’interno di un grande parco di alberi secolari e resinosi che rendono l’aria particolarmente balsamica e salutare. Il complesso termale e i relativi allacciamenti idraulici con la sorgente salso-bromo-iodica e sulfurea Beatrice sono stati realizzati dal 1920 al 1924 da Cesare Salvelli, sebbene fosse nota da tempo l’efficacia delle sue acque, e ristrutturati nel secondo dopoguerra.

L'acqua:

Fonte Beatrice. Solfurea salso-bromo-iodica..

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie dell'apparato respiratorio.


Le cure termali:
Aerosol, docce nasali, humage, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni.

 

Come arrivare:

In auto: A14 Bologna-Taranto, uscita Fano, km 10; S.S. 3 Roma-Rieti-Fano e ulteriori km 10

In treno: linea Bologna-Bari, stazione di Fano, km 10


Macerata Feltria

Per chi giungeva dal litorale adriatico o dalle più sicure vie dell'interno, da San Leo o da San Marino, Macerata Feltria era tappa obbligata.

Situata alle falde del monte Carpegna, tra Romagna e Marche, quindi tra le terre dei Malatesta e quelle dei duchi del Montefeltro, la cittadina venne a lungo contesa tra le due signorie, fino al prevalere della seconda, che l’ebbe in dominio fino all’esaurirsi, nel 1631, quando passò alla Chiesa.

Macerata Feltria è divisa fra l'antico nucleo medievale, il Castello, oltre il corso del torrente Apsa, e l’ottocentesco Borgo.

Cuore del Castello, in parte ancora circondato da mura, è la piazza su cui affacciano il palazzo del Podestà (XI-XII sec.), ora sede del Museo civico archeologico – dell’antica rocca rimane il maschio, che ospita reperti paleontologici –, e la chiesa di S. Giuseppe, con portale tardogotico. Poco fuori il Borgo, verso Carpegna, sorge la pieve di S. Cassiano al Pitino, eretta intorno al sec. XI, con portale gotico.


Caratteristiche:

Nella zona del Borgo, che sorge non lontano dai resti archeologici della romana Pitinum Pisaurense, di fronte al seicentesco teatro riaperto nel 2000, ha sede il moderno complesso di cure termali denominato Pitinum Thermae, che sfrutta le acque solfuree note fin dai tempi dei romani (ritrovamenti di un probabile impianto termale nei pressi del sito archeologico).
L’attuale struttura, classificata di primo livello super, è stata costruita nel 1993 ristrutturando, a cura del Comune, la precedente palazzina del 1920. Le cure termali vere e proprie (bibita, inalazioni e fanghi) sono affiancate da un centro di riabilitazione motoria in ambiente idrotermale, uno di benessere termale con trattamenti per il corpo, uno di medicina naturale (omeopatia, fitoterapia, agopuntura, iridologia ecc.) e un centro estetico beauty-relax. I trattamenti di bellezza utilizzano anche i prodotti della linea cosmetica a base di acqua solfurea e oli essenziali. Nel centro, dotato di piscina termale con idromassaggio e di palestra, è inoltre possibile intraprendere percorsi ginnici all’interno del Parco fluviale delle Terme. Infine, in collaborazione con la residenza d’epoca S. Girolamo, vengono proposti diversi pacchetti di 7 o di 3 giorni orientati al benessere, alla bellezza e al relax.


L'acqua:

Fonte Apsa. 13 °C solfurea.
Fonte Certaldo. 12 °C solfurea.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, della pelle, dell'apparato digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio, ginecologiche, stomatologiche.

Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce terapeutiche, fanghi, humage, idromassaggi, idropercorso, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni gengivali, irrigazioni intestinali, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari.

Le altre cure:

Consulenza, cosmesi, fitness, ginnastica respiratoria, massaggi, programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.


Come arrivare:

In auto: : A14 Bologna-Taranto, uscita Pesaro-Urbino, km 45; S.S. 258 Sansepolcro-Rimini e deviazione a Pennabilli di km 23

In treno: linea Bologna-Bari, stazione di Pesaro, km 51.


Monte Grimano Terme

Su uno sperone che domina la valle del Conca, Montegrimano dispone le sue case a spirale intorno alla piazzetta centrale chiusa da edifici, da cui emerge una quattrocentesca torre campanaria, un tempo mastio dell’antica rocca.

Nella parrocchiale è conservata la tela della Madonna delle Grazie, del 1607.

Citato già come Mons Germanus in un documento imperiale del X sec., e poi Montis Grimani, a partire dal XIII sec. il borgo fu scenario di aspre contese tra Malatesta e Montefeltro. Storia di confine testimoniata anche dal vicino borgo di Monte Cerignone, dal pressoché immutato impianto urbanistico medievale e dalla poderosa Rocca, costruita nel XII sec. e fatta rinforzare nel 1478, per volere di Federico da Montefeltro, su progetto di Francesco di Giorgio Martini o, secondo altri, di Leon Battista Alberti.

Caratteristiche:

Alcune vasche di raccolta e altre strutture di chiara matrice romana rinvenute presso le sorgenti minerali di Montegrimano testimoniano come le stesse erano già note nell’antichità. La tradizione termalistica continuò nei secoli e le proprietà curative di queste acque vennero più volte decantate da medici e scienziati, come Andrea Bacci, archiatra pontificio nel Cinquecento, o Mengo Bianchelli, medico faentino del Seicento.
Dal 1900, anno della sua prima stagione idroterapica, la vocazione termalistica del luogo è andata sempre più sviluppandosi. Oggi il Centro Salute Erba Viva-Terme di Montegrimano, situato a circa 2 km dal paese in una conca ai piedi del monte San Paolo e dotato di una moderna struttura alberghiera, offre un ampio ventaglio di proposte che vanno dalle tradizionali cure inalatorie (praticate anche con acque solfuree), idropiniche e di fangoterapia ai prodotti erboristici dell’azienda omonima, alle applicazioni e terapie di medicina estetica, terapia del dolore e riabilitazione, vinoterapia e massaggi di ogni genere e tradizione.
Tra le attrezzature, una piscina coperta e una esterna consentono cure termali e di riabilitazione, programmi di fitness e tonificanti, così come la palestra e i percorsi vita nel parco.
Con i prodotti fitoterapici il centro produce una propria linea cosmetica termale. Numerose infine, e sempre rinnovate, le proposte di week end e settimane benessere comprensive di pensione completa, visite mediche e trattamenti vari.

L'acqua:

Fonte Cantoniera. 10 °C alcalina.
Fonte Pia. 10 °C salso-bromo-iodica.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie del fegato e delle vie biliari, dell'apparato digerente, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio.

Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, docce terapeutiche, fanghi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer crenoterapico, ventilazioni polmonari.


Le altre cure:

Acquaticità, consulenza, cosmesi, educazione alla salute, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica, programmi antistress.


Come arrivare:

In auto: A14 Bologna-Taranto, uscita Cattolica, km 28; S.S. 258 Sansepolcro-Rimini e deviazione a Pennabilli di km 32

In treno: linea Bologna-Bari, stazione di Cattolica S. Giovanni-Gabicce, km 30

Petriano

Il piccolo borgo di Petriano, che sorge sul versante destro del torrente Apsa, lega le sue vicende storiche alla vicina Urbino e agli splendori rinascimentali della città ducale dei Montefeltro.

È così che alle sorgenti minerali della Valzangona vennero in quell’epoca a “passare le acque” duchi e notabili del luogo, tra cui anche il grande Raffaello, a cui è intitolato il moderno stabilimento termale.

Nel territorio comunale è la chiesa di S. Maria in Calafria, della fine del Duecento.

Caratteristiche:

Alla fine del XIX sec. dello stabilimento, allora unico nelle Marche, così si scriveva: “acque e fanghi solfurei per la cura delle malattie della pelle, artriti reumatiche e traumatiche, catarri cronici di stomaco, intestino etc… e fra i non molti in Italia che siano provvisti di apposita camera per le polverizzazioni… L’efficacità delle acque… la facilità dell’accesso tanto da Pesaro che da Urbino con quattro corse giornaliere, l’amenità del luogo, ove sono sorte in pochi mesi alcune palazzine da dare comodo e conveniente alloggio… l’ottimo servizio di restaurant e la modicità dei prezzi con apposite tariffe onde evitare qualsiasi abuso…”.
Il piccolo stabilimento così descritto fu però distrutto dagli eventi bellici. Nel 1999, a Nord del borgo, con la collaborazione delle Terme di Riccione, è stato costruito un nuovissimo centro termale a sfruttamento delle acque di Petriano, ricchissime di zolfo. Una palestra per la riabilitazione neuromotoria, un centro per la sordità rinogenea e servizi di consulenza dietologica, completano l’offerta termale, che tra breve dovrebbe anche comprendere un albergo, un centro di medicina estetico-termale e un centro benessere.

L'acqua:

Fonte La Valle. 14 °C solfureo-salso-bicarbonato-alcalino-terrosa.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie circolatorie, della pelle, dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio.

Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, docce terapeutiche, fanghi, humage, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, politzer crenoterapico.

Le altre cure:

Chinesiterapia, massaggi.


Come arrivare:

In auto: A14 Bologna-Taranto, uscita Pesaro-Urbino, poi S.S. 423 per 20 km

In treno: linea Bologna-Ancona, stazione di Pesaro, km 23


San Vittore delle Chiuse

Il piccolo borgo, nella bassa valle del Sentino, alla confluenza con il fiume Esino, è soprattutto noto per l’omonima chiesa, uno tra i più significativi monumenti romanici della regione.

Fondata probabilmente nel sec. XI, ha una facciata racchiusa tra due torri campanarie, di cui una mozzata.

Spicca lo slanciato tiburio ottagonale, mentre l’interno, a croce greca, è diviso in tre navate terminanti in altrettante absidi. Nell'abbazia adiacente è allestito il Museo Speleocarsico, mentre, antistante la chiesa, un ponte romano ad arco acuto attraversa il Sentino.

Caratteristiche:

Lo stabilimento delle Terme di San Vittore, annesso all’omonimo albergo-ristorante, si trova a Genga Stazione, a circa 7 km dal capoluogo comunale, alla confluenza tra i fiumi Sentino ed Esino. La sorgente dista circa 400 m e le acque, probabilmente già utilizzate dai romani, hanno un forte odore di idrogeno solforato e vengono convogliate direttamente allo stabilimento. Oggi l’utilizzo è rivolto prevalentemente alla cura delle affezioni infiammatorie ORL e della sordità rinogena (per cui è in funzione anche un reparto pediatrico) nonché al trattamento delle artropatie mediante fangoterapia. Nel parco circostante si trovano una piscina termale estiva e un parco giochi per bambini.

L'acqua:

Fonte San Vittore. 14 °C solfureo-salsa.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio.

Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, docce nasali, fanghi, humage, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, nebulizzazioni, piscina termale, politzer crenoterapico.

Le altre cure:

Cosmesi, massaggi.


Come arrivare:

In auto: A14 Bologna-Taranto, uscita Ancona Nord, km 43; S.S. 3 Roma-Terni-Fano e S.S. 76 da Fabriano

In treno: linea Ancona-Foligno-Roma, stazione di Genga-San Vittore Terme, km 1

Sarnano

La parte moderna in piano, il nucleo antico, famoso per il 'cotto rosso', su un ripido colle.

Questa è Sarnano, insignito della Bandiera arancione per la qualità ambientale, base ideale per le escursioni nei Monti Sibillini, ma anche, grazie alle sue acque oligominerali, luogo termale tra i più noti della regione.

Il borgo medievale, con strade strette e ripide, in parte gradinate, culmina in una piazzetta a cui si affaccia la duecentesca chiesa di S. Maria Assunta, con portale gotico e massiccio campanile della fine del XIV sec. Il palazzo comunale ospita il Museo dell'avifauna degli Appennini, il Museo delle armi antiche e moderne, un singolare Museo dei martelli e la Pinacoteca civica (con una pala di Vittore Crivelli). Numerose le manifestazioni estive come il Palio del Serafino (15 agosto) e la Mostra-mercato nazionale d’antiquariato e artigianato (maggio-giugno).

Da Sarnano, tra boschi di querce, si sale agli impianti del comprensorio sciistico di Sassotetto-Maddalena, a oltre 1600 m di quota. In estate si passeggia tra boschi e prati, con bellissimi panorami sui Monti Sibillini.

Caratteristiche:

Da un frate francescano, Giacomo della Marca, che predicò nella regione verso la metà del XV sec., hanno preso il nome sia la fonte sia il complesso termale sito nella parte nuova del borgo. Il padiglione della mescita e l’ufficio accettazione risalgono però solo al 1927; a questi seguì, nel 1987, il corpo centrale (adibito a balneoterapia e alle cure inalatorie) quando iniziò l’utilizzo delle nuove sorgenti Terro e Tre Santi, mentre il reparto di fisioterapia è di più recente costruzione. Negli ultimi anni è stata aperta una Beauty Farm dove vengono praticati trattamenti estetici e di relax. Nel parco circostante, percorso vita, campo da tennis e parco giochi per bambini assicurano momenti piacevoli all’aria aperta.

L'acqua:

Fonte San Giacomo. 12 °C oligominerale bicarbonato-calcica.
Fonte Terro. 14 °C solfurea.
Fonte Tre Santi. 12 °C oligominerale bicarbonato-calcica.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie circolatorie, del fegato e delle vie biliari, della pelle, dell'apparato digerente, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio, ginecologiche.

Le cure termali:

Bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, fanghi, humage, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali, nebulizzazioni, politzer crenoterapico.

Le altre cure:

Chinesiterapia, educazione alla salute, fitness, ginnastica respiratoria, massaggi, medicina estetica, programmi antistress, riabilitazione, terapie fisiche.


Come arrivare:

In auto: S.S. 78 che unisce Macerata alla via Salaria presso Ascoli Piceno

In treno: linea Civitanova Marche-Fabriano, stazione di Tolentino, km 25

Tolentino

Nella valle del Chienti, lungo una delle direttrici che dall’Appennino umbro-marchigiano scendono all’Adriatico, sorge Tolentino, già a metà del XIII sec. fiorente centro manifatturiero, ricco di mulini, concerie, fornaci, tintorie e tessiture.

Diversi motivi d’interesse consigliano una visita al centro storico: i tratti delle antiche mura, le case medievali, le chiese romaniche, il prezioso sarcofago paleocristiano dei Ss. Catervo, Settimia e Basso conservato nel duomo, ma soprattutto la grande basilica di S. Nicola da Tolentino, uno dei santuari più importanti e frequentati dell’Italia centrale.

Qui visse per trent’anni e si spense nel 1305 Nicola, eremita e gran predicatore, venerato già in vita come santo e taumaturgo. All’interno della chiesa trecentesca, un ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese, con scene della vita del santo ed episodi della vita di Gesù, costituisce una delle più alte espressioni della pittura marchigiana di inizio Trecento.

A Tolentino, nel 1398, nacque Francesco Filelfo, tra i protagonisti dell’umanesimo italiano, che contribuì alla diffusione della fama termalistica della sua città natale, descritta come “luogo insigne per fonti e fiumi, per i saluberrimi bagni e le sorgenti di acque salate”.

Caratteristiche:

In origine utilizzate solo per l'estrazione del sale, le fonti di Tolentino, a partire dal Quattrocento, furono sfruttate a scopi terapeutici, come descritto anche nel trattato De Thermis (1587) di Andrea Bacci, archiatra di papa Sisto V.
Le Terme S. Lucia si trovano a 3 km da Tolentino e a 396 m di altitudine ai bordi di un fitto bosco. Il complesso termale, inaugurato nel 1938, sfrutta i diversi tipi di acque per un ampio spettro di indicazioni terapeutiche. Alle vere e proprie cure termali idropiniche, inalatorie (con reparto pediatrico) e balneoterapiche, si affiancano un centro di medicina sportiva con ambulatorio di riabilitazione e palestra, e un centro estetico che utilizza la gamma di prodotti cosmetici esclusivi Terme S. Lucia Beauty Farm. Inoltre l’area verde che circonda le strutture è dotata di spazi per il relax e di gioco per bambini.
La recente opera di ammodernamento degli impianti e la diversificazione delle prestazioni hanno dato a Tolentino rinomanza a livello nazionale con notevole incremento delle presenze

L'acqua:

Fonte Rofanello S. 13 °C solfurea.
Fonte Rofanello SBJ. 13 °C salso-bromo-iodica.
Fonte Santa Lucia. 12 °C bicarbonato-calcica.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie dell'apparato locomotore, dell'apparato respiratorio, dell'apparato urinario e del ricambio, ginecologiche.

Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, humage, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali, nebulizzazioni, politzer crenoterapico.

Le altre cure:

Chinesiterapia, ginnastica respiratoria, idrochinesiterapia, massaggi, medicina estetica, terapie fisiche.


Come arrivare:

In auto: raccordo autostradale A14 Civitanova Marche-Tolentino, uscita a fine tronco, km 5; S.S. Foligno-Macerata

In treno: linea Civitanova Marche-Fabriano, stazione di Tolentino


Torre di Palme

Piccolo e raccolto sulla cima di un colle, il borgo nacque a protezione dell’antico scalo marittimo di Palma e conserva scorci medievali valorizzati da recenti restauri. Lungo la via rettilinea che attraversa il paese si trova la chiesetta di S. Giovanni del sec. XI, con tracce di affreschi gotici all'interno; medievale è anche il Palazzo municipale e la parrocchiale di S. Agostino (di forme romanico-gotiche).

Ma l’edificio più interessante è la chiesa di S. Maria a Mare, del XII sec., poi modificata: all’interno affreschi duecenteschi bizantineggianti.

Di fronte alla chiesa, l’ex oratorio romanico di S. Rocco, abbellito da un portale cinquecentesco con lo stemma comunale. Nei dintorni, borghi con resti di mura castellane, cinte fortificate e antiche abbazie.

Caratteristiche:

A 2 km da Torre di Palme sgorga un'acqua mediominerale bicarbonato-alcalina detta Acqua Palmense del Piceno, riscoperta intorno al 1930. La sorgente era infatti già sfruttata in epoca romana, come dimostrano i resti di una fontana e di due cunicoli, che probabilmente servivano a convogliare le acque, portati alla luce durante i lavori di ristrutturazione delle terme, iniziati dopo il 1950. Da questo impianto, negli ultimi decenni si è sviluppato l’odierno piccolo centro per cure idropiniche, consigliate soprattutto nel trattamento delle patologie dell’apparato urinario.

L'acqua:

Fonte Palmense. 16 °C mediominerale bicarbonato-calcica.

Le indicazioni terapeutiche:

Malattie dell'apparato digerente, dell'apparato urinario e del ricambio.

Le cure termali:

Aerosol, bagni terapeutici, cure idropiniche, docce nasali, humage, idromassaggi, inalazioni caldo-umide, insufflazioni, irrigazioni nasali, irrigazioni vaginali, nebulizzazioni, politzer crenoterapico.

Le altre cure:

Cure idropiniche.


Come arrivare:

In auto: A14 Bologna-Taranto, uscita Fermo-Porto S. Giorgio, km 4

In treno: linea Bologna-Bari, stazione di Porto S. Giorgio-Fermo, km 6