lu bov fintlu BOV FINT...e non solo

Nelle prime ore del pomeriggio (14:30), una sagoma di bove, costituita da un'intelaiatura di legno, rivestita da un telo bianco e sostenuta da due uomini ( uno sotto e l'altro a fianco ) inizia a correre partendo dai cappuccini, precisamente dalla casa del "Falco" proseguendo per le vie del paese, seguita dal frastuono di una moltitudine di giovani e giovanissimi, vestiti chi da torero e chi con il classico guazzarò ( indumento indossato una volta dai contadini per lavorare la terra).
Lungo il percorso, funzionano posti di ristoro dove si può mangiare e bere. Dopo aver girato per tutte le vie, verso sera, in Piazza del Popolo il bove viene simbolicamente matato (vedi foto) davanti alle arcate del Palazzo Comunale e portato via al canto di "addio Ninetta addio" che è l'inno ufficiale del carnevale offidano.


Il Carnevale è declinato secondo diversi temperamenti, tradizioni, latitudini. Tutte però legate da un comune denominatore nonostante le distanze chilometriche e culturali: la voglia di festeggiare, riscoprendo e rinforzando antiche tradizioni.

lu bov fintL'Italia possiede un invidiabile patrimonio di secolari tradizioni, che richiamano usanze e costumi frutto delle dominazioni che la nostra nazione ha subito nei secoli. Il Carnevale storico di Offida è un esempio di questo pratrimonio culturale del nostro paese. Il piccolo paese, borgo medievale in provincia di Ascoli Piceno, è infatti noto per i suoi particolari e caratteristici festeggiamenti, con simboli e rituali le cui origini si perdono nei secoli.

La tradizione vuole che la sera del giovedì grasso, le congreghe, gruppi storici con stendardi e costumi propri, ricevano dal sindaco le chiavi del paese, che da quel momento è simbolicamente nelle loro mani. A caratterizzare il Carnevale offidano è sicuramente la manifestazione de "Lu Bov Fint" (Il bove finto), che rievoca la caccia ad un bue, oggi un simulacro di legno e ferro ricorperto da un panno che fino a qualche secolo fa era in carne e ossa. Una folla di giovani concitati inscena una sorta di corrida, dove però l'animale combatte contro un'intera folla e non contro un solo individuo.

Un susseguirsi di festeggiamenti continua nelle giornate successive per giungere alla conclusione il martedì grasso con il rituale dei "vlurd", l'accensione di lunghi fasci di canne fatti sfilare dalla maschere lungo le strade, creando un'atmosfera molto suggestiva con lo sfondo di una splendida cornice medievale.

enoteca regionaleOltre ad essere uno dei borghi medievali più belli d'Italia ed essere nota per il suo particolarissimo Carnevale, Offida è famosa per chi ama il buon vino per la presenza dell'Enoteca Regionale, presso le sale dell'ex Convento di San Francesco. L'entroterra piceno è infatti conosciuta per la produzione dei noti vini come il rosso piceno, il falerio, il pecorino e la passerina... che avrete modo di assaggiare tra un'oliva all'ascolana e l'altra nei banchetti allestiti per l'occasione in tutto il paese e che sicuramente scorreranno in abbondanza per tutti i giorni della festa.
 

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